Che cosa s’intende con politiche attive?

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Che cosa s’intende con politiche attive?

Le politiche attive del lavoro sono tutte le iniziative messe in campo dalle Istituzioni, nazionali e locali, per facilitare l’incontro tra domanda e offerta di lavoro.

Più nel dettaglio G.O.L funge da raccordo tra politiche attive e passive del lavoro, in quanto per tutti coloro che stanno godendo di un sostegno al reddito vi è l’obbligo in fase di richiesta del beneficio di sottoscrivere una dichiarazione di immediata disponibilità al lavoro (più comunemente conosciuta come DID) e la redazione di un patto di servizio personalizzato.

Difatti, una volta esperite tutte le procedure burocratiche e approvato il tutto, attraverso la condizionalità il fruitore è obbligato a partecipare alle attività erogate dai servizi per l’impiego per la ricollocazione nel mercato del lavoro.

Il mancato rispetto da parte del disoccupato beneficiario di sostegno al reddito di quanto previsto nel Patto di Servizio Personalizzato comporta l’applicazione di sanzioni che vanno dalla decurtazione del beneficio fino alla decadenza della stessa.

Una condizionalità che mette al centro l’individuo, ecco perché il programma comprende un'offerta di servizi integrati, basati su una cooperazione tra i servizi pubblici e privati.

Quali servizi offre il percorso per facilitare il reinserimento lavorativo?

Primo step sarà la profilazione presso il centro per l’impiego che farà all’utente un primo orientamento per capire l’effettiva distanza dal mercato del lavoro e indirizzarlo in uno dei 5 percorsi, ognuno con finalità differente, previsti dal programma:

  1. Percorso 1. Reinserimento lavorativo: rivolto alle persone più vicine al mercato del lavoro, che non presentano un gap di competenze da colmare con l’accesso ad un’offerta di formazione, salvo eventuale rafforzamento delle competenze digitali;
  2. Percorso 2. Aggiornamento (upskilling): rivolto a persone più lontane dal mercato del lavoro, che presentano un gap di competenze colmabili con l’accesso a una formazione di breve durata;
  3. Percorso 3. Riqualificazione (reskilling): rivolto a persone distanti lontani dal mercato del lavoro, con competenze non adeguate ai fabbisogni richiesti e che necessitano quindi di un’offerta di formazione di medio-lunga durata volta alla riqualificazione;
  4. Percorso 4. Lavoro e inclusione: interventi finalizzati a sostenere il reinserimento lavorativo dei lavoratori più distanti dal mercato del lavoro, con bisogni complessi di ordine personale e familiare e con competenze da riqualificare. Implica azioni sinergiche e multidisciplinari con la rete dei servizi territoriali (educativi, sociali, socio-sanitari, di conciliazione, terzo settore), modulate e personalizzate sulle necessità individuali;
  5. Percorso 5. Ricollocazione collettiva: rivolto a gruppi di lavoratori coinvolti in situazioni di crisi aziendali. L’obiettivo è consentire alle lavoratrici e ai lavoratori coinvolti, a rischio di disoccupazione, l’aggiornamento delle proprie competenze ed abilità professionali e la possibilità di un rapido reinserimento professionale, anche in prospettiva di auto-imprenditorialità;

Chi può accedere al percorso?

Lavoratori con ammortizzatori sociali o altri sostegni al reddito, lavoratori fragili (giovani, donne con particolari situazioni di svantaggio, persone con disabilità, over 55), working poor, persone disoccupate senza sostegni al reddito.